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Non tutti i fischi nell'orecchio sono uguali

Hai quel rumore in testa, hai iniziato a cercare informazioni, e ti sei accorto che le persone lo descrivono in modi diversi: chi dice che pulsa insieme al cuore, chi che cambia se muove il collo…

Un bollitore che fuma sul fornello accanto a una piccola radio, nella luce del mattino.

Hai quel rumore in testa, hai iniziato a cercare informazioni, e ti sei accorto che le persone lo descrivono in modi diversi: chi dice che pulsa insieme al cuore, chi che cambia se muove il collo, chi che non ha mai trovato una causa precisa. La prima cosa che vale la pena sapere, prima di tutto il resto: nella grande maggioranza dei casi l'acufene non è il segno di qualcosa di grave. Capire di che tipo è il tuo, però, aiuta a capire cosa aspettarti e se, in un caso o nell'altro, conviene parlarne con qualcuno.

Lo senti solo tu, o potrebbe sentirlo anche un altro

La forma più comune, di gran lunga, è quella che sente solo chi ne soffre: nessuno strumento e nessun orecchio esterno riuscirebbe a percepire quel suono, perché nasce dentro il sistema uditivo, non da una vibrazione reale nell'aria.

Esiste anche una forma più rara in cui il rumore ha davvero un'origine fisica, per esempio legata al flusso del sangue vicino all'orecchio o a piccoli movimenti muscolari: in teoria, in questo caso, anche il medico potrebbe percepirlo durante una visita, avvicinando l'orecchio o uno strumento. Oggi si tende a chiamare questi casi semplicemente "suoni del corpo", perché descrivono meglio cosa sta succedendo.

C'è una causa precisa, oppure no

A volte l'acufene è legato a qualcosa di identificabile: un problema all'orecchio, un farmaco, una causa specifica che, una volta trovata, si può affrontare. Altre volte, ed è la situazione più frequente, non si trova nessuna causa precisa nemmeno dopo aver controllato tutto. Non significa che qualcosa sia sfuggito o che manchi un pezzo: significa solo che l'origine resta sconosciuta, e capita a moltissime persone.

Il rumore segue il battito del cuore

In alcuni casi l'acufene ha un ritmo: pulsa, e a volte questo ritmo coincide con il battito cardiaco, altre volte no, per esempio quando dipende da piccoli spasmi muscolari vicino all'orecchio. Se il tuo fischio è di questo tipo, in particolare se è pulsante e persiste, è una delle situazioni in cui vale la pena farsi controllare: non perché sia probabile che nasconda qualcosa di serio, ma perché è il tipo di acufene per cui un controllo aiuta a capire meglio cosa lo genera.

Cambia se muovi il collo o la mandibola

C'è poi una forma di acufene che si modifica quando muovi la testa, il collo, la mandibola, o se premi su certi punti dei muscoli intorno al collo e alle spalle. Spesso si accompagna a tensione muscolare, mal di testa cervicale, o problemi all'articolazione della mandibola, magari legati a digrignare i denti o a una postura scorretta protratta nel tempo. Non è raro che l'acufene abbia questa componente, ed è una buona notizia in un certo senso: se il rumore cambia con il movimento, spesso lavorare sulla tensione muscolare e sulla postura aiuta anche il fastidio all'orecchio.

Quanto dura

C'è infine una differenza legata al tempo. Se il rumore è comparso da poco, si parla di una fase più recente, e in questa fase è più facile che le cose si sistemino da sole o che una causa temporanea si esaurisca. Quando invece va avanti da mesi si parla di una forma più stabile nel tempo, che non significa più grave, significa solo che è durata di più: molte persone convivono con un acufene di lunga data senza che questo comprometta la loro vita quotidiana, soprattutto quando imparano a non concentrarcisi sopra.

Quando ha senso sentire un medico

Vale la pena parlarne con un medico se l'udito è calato in modo netto e improvviso, nel giro di pochi giorni: in questo caso conviene non aspettare troppo, farsi vedere presto aiuta. Vale la pena farlo anche se il rumore pulsa insieme al cuore in modo persistente, se lo senti solo da un orecchio e non passa, o se ti accorgi che sta iniziando a pesarti davvero sull'umore o sul sonno, giorno dopo giorno. In tutti gli altri casi, se il fischio è presente ma non peggiora e non ti sta cambiando la vita, puoi prenderti il tempo di osservarlo, magari parlandone comunque con il tuo medico di base alla prossima occasione: saprà dirti se serve approfondire con uno specialista dell'udito.

Domande frequenti

Quali tipi di acufene esistono?

L'acufene si distingue in base a diversi aspetti: se lo sente solo chi ne soffre o ha un'origine fisica reale, se ha una causa identificabile o no, se pulsa, se cambia muovendo collo o mandibola, e da quanto tempo dura. Capire di che tipo è aiuta a sapere cosa aspettarsi e se serve un controllo.

Cos'è l'acufene soggettivo e cos'è quello oggettivo?

La forma più comune è quella che sente solo chi ne soffre: nasce dentro il sistema uditivo e nessuno strumento la percepisce. Più rara è la forma con un'origine fisica reale, come il flusso del sangue vicino all'orecchio o piccoli movimenti muscolari, che a volte anche il medico può sentire. Oggi questi casi si chiamano spesso "suoni del corpo".

È normale che non si trovi la causa dell'acufene?

Sì, è la situazione più frequente. Anche dopo aver controllato tutto, spesso non si trova una causa precisa. Non significa che qualcosa sia sfuggito: l'origine resta semplicemente sconosciuta, e capita a moltissime persone.

Cos'è l'acufene somatosensoriale?

È un acufene che cambia quando muovi testa, collo o mandibola, o premi su certi muscoli di collo e spalle. Spesso si accompagna a tensione muscolare, mal di testa cervicale o problemi alla mandibola, come il digrignamento dei denti. Lavorare su tensione e postura in questi casi aiuta spesso anche il fastidio all'orecchio.

Un acufene che dura da mesi è più grave?

No. Un acufene presente da mesi è più stabile nel tempo, non più grave: significa solo che è durato di più. Molte persone convivono con un acufene di lunga data senza che comprometta la vita quotidiana, soprattutto quando imparano a non concentrarcisi sopra.

Fonti

  1. Tunkel DE, Bauer CA, Sun GH, et al. Clinical Practice Guideline: Tinnitus. Otolaryngology–Head and Neck Surgery (AAO-HNSF), 2014.
  2. National Institute for Health and Care Excellence. Tinnitus: assessment and management. NICE guideline NG155, 2020.
  3. Cima RFF, Mazurek B, Haider H, et al. A multidisciplinary European guideline for tinnitus: diagnostics, assessment, and treatment. HNO, 2019.
  4. Michiels S, Sanchez TG, Oron Y, et al. Diagnostic Criteria for Somatosensory Tinnitus: A Delphi Process and Face-to-Face Meeting to Establish Consensus. Trends in Hearing, 2018.
  5. De Ridder D, Schlee W, Vanneste S, et al. Tinnitus and tinnitus disorder: Theoretical and operational definitions. Progress in Brain Research, 2021.

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