Sintomi e CauseTempo lettura: 4 min.

Acufene dopo un'otite: cosa sta succedendo nell'orecchio

Hai avuto un'otite, magari è già passata da qualche giorno, ma nell'orecchio è rimasto un fischio o un ronzio leggero che prima non c'era.

Un libro aperto capovolto su un divano, accanto a una tazza e una coperta piegata.

Hai avuto un'otite, magari è già passata da qualche giorno, ma nell'orecchio è rimasto un fischio o un ronzio leggero che prima non c'era. In termini medici si chiama acufene, ma per te è semplicemente quel suono che senti solo tu, e che ti chiedi se sia normale. La cosa più importante da sapere arriva subito, non alla fine: nella grande maggioranza dei casi è un fenomeno temporaneo, legato a qualcosa che si sta ancora sistemando dentro l'orecchio, e non è motivo di allarme.

Cosa succede nell'orecchio

Quando hai un'otite, spesso nell'orecchio medio, lo spazio dietro il timpano, si forma un po' di liquido. Questo liquido può restare anche dopo che l'infezione vera e propria è passata, e ci vuole un po' di tempo perché il corpo lo riassorba del tutto: nei bambini, per cui si hanno più informazioni, tende a sparire nell'arco di settimane o mesi, e nella maggior parte dei casi entro pochi mesi non ne resta più traccia. Negli adulti mancano dati altrettanto precisi, ma il meccanismo è lo stesso.

Finché quel liquido è lì, può interferire un po' con la capacità dell'orecchio di far passare i suoni: il timpano si muove meno bene, e questo può dare sia una sensazione di udito ovattato sia, in alcune persone, proprio quel fischio o ronzio. Non è un segno che qualcosa si sta rompendo dentro l'orecchio: è più che altro un ingorgo temporaneo, mentre l'orecchio si libera del liquido rimasto.

C'è anche un secondo meccanismo possibile, legato alla tuba di Eustachio, il piccolo condotto che collega l'orecchio al retro del naso e che serve a equilibrare la pressione. Se non funziona bene, puoi sentire l'orecchio pieno, un po' di pressione, e a volte proprio quel fischio. È un quadro diverso da quello del liquido residuo, ma nasce in una zona vicina e può dare sintomi simili.

Più raramente, dopo otiti ripetute o particolarmente ostinate, l'orecchio medio può restare con qualche piccola alterazione che non si risolve da sola, per esempio il timpano che resta un po' retratto o più fragile del solito. Sono casi poco comuni, e quando capitano è il medico a valutare se serve un intervento.

Su quanto duri di preciso il fischio in sé, va detto con onestà che non esiste un dato affidabile: nessuno ha misurato con precisione quanto tempo impiega ad andarsene. Quello che si può dire, con ragionevole fiducia, è che tende a seguire lo stesso destino del liquido che spesso lo accompagna, cioè a risolversi da solo con il tempo.

Come capire se è ancora "recente"

Un modo semplice per orientarti: se il fischio dura da meno di sei mesi, si considera ancora recente, e probabilmente è legato a quello che è successo con l'otite. Oltre i sei mesi si parla di un fenomeno più persistente, ed è il momento in cui conviene farlo guardare da uno specialista, anche solo per capire bene cosa lo sta mantenendo.

Vale la pena prestare un po' più di attenzione anche se il fischio è solo in un orecchio, oppure se è pulsante, cioè lo senti battere a ritmo con il cuore, magari insieme alla sensazione di sentire troppo bene la tua stessa voce o il tuo respiro. In quel caso è più probabile che il problema sia la tuba di Eustachio che non funziona bene, piuttosto che l'otite in sé, ed è utile raccontarlo così al medico.

Quando vale la pena sentire un medico

Se dopo l'otite l'udito non torna come prima nel giro di un paio di mesi, o se il fischio va oltre i sei mesi, è il momento giusto per farti vedere da un otorinolaringoiatra. Può controllare con calma come sta andando l'orecchio, magari con un semplice esame dell'udito, e capire se c'è ancora liquido o se conviene guardare altro.

Se dall'orecchio esce del liquido per più di due settimane dopo che il timpano si è perforato, fallo sapere al medico: a quel punto conviene una valutazione mirata, non aspettare ancora. E se insieme al mal d'orecchio noti gonfiore dietro il padiglione, febbre alta o un mal di testa che non passa, oppure se una parte del viso smette di muoversi come al solito, fatti vedere subito. Sono segnali rari, ma quando ci sono è meglio non rimandare.

Per il resto, il consiglio più realistico è avere pazienza. Il fischio dopo un'otite quasi sempre segue lo stesso percorso del liquido che lo ha causato: se ne va da solo, con un po' di tempo.

Domande frequenti

È normale avere un fischio nell'orecchio dopo un'otite?

Sì, è un fenomeno comune e nella grande maggioranza dei casi temporaneo. Dopo un'otite può restare del liquido dietro il timpano che fa muovere meno bene il timpano stesso, dando udito ovattato e a volte un fischio. Man mano che il corpo riassorbe il liquido, anche il fischio tende a sparire.

Quanto dura l'acufene dopo un'otite?

Non esiste un dato preciso sulla durata del fischio. Tende a seguire il liquido rimasto nell'orecchio, che nei bambini sparisce in settimane o mesi e quasi sempre entro pochi mesi. Se il fischio dura meno di sei mesi si considera recente; oltre i sei mesi conviene farlo vedere da uno specialista.

Cosa c'entra la tuba di Eustachio con l'acufene dopo l'otite?

La tuba di Eustachio collega l'orecchio al retro del naso ed equilibra la pressione. Se non funziona bene dà orecchio pieno, pressione e a volte un fischio. È più probabile se il fischio è in un solo orecchio o pulsante e se senti troppo la tua voce o il tuo respiro: conviene riferirlo così al medico.

Quando l'acufene dopo un'otite va fatto vedere da un otorino?

Conviene sentire un otorinolaringoiatra se l'udito non torna come prima entro un paio di mesi, se il fischio supera i sei mesi, o se dall'orecchio esce liquido per più di due settimane dopo una perforazione del timpano. Può controllare l'orecchio e fare un semplice esame dell'udito.

Quali sintomi dopo un'otite richiedono una visita subito?

Bisogna farsi vedere subito se insieme al mal d'orecchio compaiono gonfiore dietro il padiglione, febbre alta, un mal di testa che non passa, o se una parte del viso smette di muoversi come al solito. Sono segnali rari, ma in questi casi è meglio non rimandare.

Fonti

  1. Tunkel DE, Bauer CA, Sun GH, Rosenfeld RM, et al. Clinical Practice Guideline: Tinnitus. Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2014.
  2. Rosenfeld RM, Shin JJ, et al. Clinical Practice Guideline: Otitis Media with Effusion (Update). Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2016.
  3. Rosenfeld RM, Schwartz SR, Pynnonen MA, Tunkel DE, et al. Clinical Practice Guideline: Tympanostomy Tubes in Children. Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2013.
  4. Tucci DL, McCoul ED, Rosenfeld RM, et al. Clinical Consensus Statement: Balloon Dilation of the Eustachian Tube. Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2019.
  5. Cochrane. Benefits and risks of combining local antibiotics and steroids to treat chronic suppurative otitis media. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2025.

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