Sintomi e CauseTempo lettura: 4 min.

Perché il collo può far cambiare il fischio che senti nell'orecchio

Hai notato che se giri la testa, stringi i denti o premi su un punto dolente del collo, il ronzio nell'orecchio cambia? Diventa più forte, più debole, o suona diverso?

Una scrivania vista dall’alto a fine giornata, con il portatile chiuso, una tazza e un quaderno.

Hai notato che se giri la testa, stringi i denti o premi su un punto dolente del collo, il ronzio nell'orecchio cambia? Diventa più forte, più debole, o suona diverso? Non te lo sei immaginato, e nella grande maggioranza dei casi non è un segnale di qualcosa di grave. È un fenomeno conosciuto, ha anche un nome, e capita a più persone di quante si pensi.

Diciamolo subito, perché è la cosa più importante: se il tuo acufene si muove insieme al collo o alla mandibola, questo di per sé non è una brutta notizia. Anzi, in un certo senso è quasi rassicurante, perché aiuta a capire da dove viene il disturbo.

Cosa succede, spiegato semplice

Il collo e l'orecchio sembrano due zone del corpo lontane, ma i nervi che le collegano si incrociano in un punto del cervello, proprio dove arrivano anche i segnali dell'udito. È come uno snodo ferroviario dove più binari si incontrano: i segnali che arrivano dai muscoli del collo, dalla mandibola e quelli che arrivano dall'orecchio passano vicini, nello stesso punto di smistamento.

Quando quella zona del collo è tesa, contratta, o semplicemente in movimento, può disturbare un po' quello snodo. Il cervello, che in quel punto sta già gestendo il segnale dell'udito, lo interpreta insieme al resto, e il risultato è che il rumore che senti cambia tono o intensità a seconda di come muovi la testa o stringi la mascella.

È un'ipotesi che gli specialisti trovano piuttosto convincente, sostenuta soprattutto da studi anatomici, anche se non è stata ancora osservata in modo diretto e definitivo nell'uomo. In pratica: si sa come potrebbe funzionare, meno bene si sa quanto sia davvero così in ogni persona.

Quanto è comune

Più di quanto si creda. Tra chi ha l'acufene, una parte consistente nota che cambia muovendo il collo o la mandibola, e tra i vari movimenti che possono influenzarlo, quelli del collo sono in assoluto i più frequenti, più della mandibola, delle braccia o degli occhi. Capita più spesso alle donne e, in media, a persone un po' più giovani rispetto a chi ha un acufene senza questo legame con il collo. Spesso l'udito è del tutto normale, o solo leggermente ridotto, anche se il fastidio percepito può comunque essere notevole.

Il collo non basta da solo a spiegare tutto

Il fatto che l'acufene cambi muovendo la testa è un indizio utile, ma da solo non dice ancora nulla di certo: c'è chi ha questo legame con il collo senza che sia davvero la causa principale, e c'è chi non lo nota affatto pur avendo un problema cervicale. Per questo chi ti visita di solito guarda il quadro nell'insieme: se hai anche dolore al collo, se lo muovi con difficoltà, se premendo sui muscoli della nuca senti dolorabilità. È la somma di questi elementi, non uno solo, che aiuta a capire se il collo ha un ruolo in quello che senti.

Quando ha senso parlarne con un medico

Se noti questo legame tra collo e acufene, vale la pena raccontarlo a chi ti visita, insieme a eventuali dolori cervicali, rigidità o problemi alla mandibola: sono informazioni utili per orientare la valutazione. Detto questo, ci sono situazioni in cui è meglio non aspettare e sentire un otorinolaringoiatra con un po' di urgenza in più: se l'acufene riguarda un solo orecchio insieme a un calo dell'udito percepito solo da quel lato, se il suono che senti è ritmico e segue il battito del cuore, se compare insieme a un forte capogiro, a debolezza in viso o ad altri segnali neurologici, o se l'udito è calato in modo netto e improvviso negli ultimi giorni. Sono casi diversi da quello di un acufene che semplicemente cambia con il movimento del collo, e uno specialista saprà distinguerli con calma.

Cosa fare, in pratica

Se hai fatto caso a questo legame tra collo e acufene, portalo con te alla visita, come informazione in più. Un po' di attenzione al collo, magari lavorando su tensione muscolare e postura insieme a un fisioterapista o un professionista del settore, in alcune persone può aiutare a ridurre il fastidio, anche se non è una promessa di guarigione. Nella maggior parte dei casi si tratta di gestire il disturbo, non di affrontare un'emergenza.

Domande frequenti

La cervicale può causare l'acufene?

Sì, in alcune persone il collo influenza l'acufene. I nervi che portano i segnali da collo e mandibola si incrociano nel cervello nello stesso punto in cui arrivano i segnali dell'udito. Se quella zona è tesa o in movimento può disturbare questo snodo, e il fischio cambia tono o intensità. Nella grande maggioranza dei casi non è grave.

Perché l'acufene cambia quando giro la testa o stringo i denti?

Succede perché i segnali dei muscoli di collo e mandibola e quelli dell'orecchio passano vicini nello stesso punto del cervello. È un fenomeno conosciuto e piuttosto comune, e in un certo senso rassicurante, perché aiuta a capire da dove viene il disturbo. La spiegazione è convincente ma non ancora dimostrata in modo definitivo.

Quanto è comune l'acufene legato al collo?

Più di quanto si creda: una parte consistente di chi ha l'acufene nota che cambia muovendo collo o mandibola, e i movimenti del collo sono i più frequenti. Capita più spesso alle donne e a persone in media un po' più giovani. Spesso l'udito è normale o solo leggermente ridotto.

Come si capisce se l'acufene dipende davvero dal collo?

Il fatto che il fischio cambi muovendo la testa è un indizio, non una prova. Chi visita guarda il quadro completo: dolore al collo, difficoltà a muoverlo, muscoli della nuca dolenti alla pressione, problemi alla mandibola. È la somma di questi elementi che aiuta a capire se il collo ha un ruolo.

Cosa fare se l'acufene è legato alla cervicale?

Conviene raccontare il legame con il collo a chi ti visita, insieme a dolori, rigidità o problemi alla mandibola. Lavorare su tensione muscolare e postura con un fisioterapista può ridurre il fastidio in alcune persone. Serve invece un otorino più in fretta se l'acufene è pulsante, in un solo orecchio con calo dell'udito, o con capogiri forti.

Fonti

  1. Michiels S, Sanchez TG, Oron Y, et al. Diagnostic Criteria for Somatosensory Tinnitus: A Delphi Process and Face-to-Face Meeting to Establish Consensus. Trends in Hearing, 2018.
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